Il promemoria parte da solo il giorno prima, dal numero che lo studio usa già. Ogni variazione dell’agenda viene notificata a chi lavora in studio.
Le assenze non annunciate sono un costo: un’ora di lettino vuota vale quanto una seduta. Un messaggio il giorno prima le riduce, ma solo se parte sempre — e a mandarlo a mano non parte sempre.
Si usa il numero già in uso dallo studio: per il paziente è lo stesso WhatsApp di sempre, non un mittente sconosciuto.
Promemoria il giorno prima, conferma della prenotazione, avviso se l’appuntamento viene spostato. Testi decisi dallo studio.
Ogni modifica all’agenda finisce nel gruppo interno: cosa è cambiato, chi l’ha fatto e da dove. Chi lavora da solo la riceve sul proprio numero.
Su richiesta, i messaggi che arrivano vengono letti e smistati dall’AI: risposta automatica solo su orari, sede e disponibilità, mai su questioni cliniche.
Ogni avviso ha un destinatario preciso: nessuno riceve messaggi che non lo riguardano.
No, si usa il numero già in uso dallo studio.
Sì, ed è normale che lo facciano. Le risposte arrivano nella chat dello studio come sempre; su richiesta vengono lette e smistate dall’AI.
Mai su questioni cliniche. La risposta automatica riguarda orari, sede e disponibilità; tutto il resto viene sottoposto allo studio.
Il promemoria non parte e l’appuntamento resta segnalato allo studio, che decide se telefonare.